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Marketing turistico per i borghi i italiani, il quadro della situazione

Non c’è dubbio che ultimamente siano in tanti a lavorare per sviluppare piani di marketing territoriale per piccoli borghi e centri della nostra penisola e non solo.

Sappiamo che il 2017 è stato dichiarato dall’ONU come anno del turismo sostenibile. Lo stesso anno lo stato italiano lo ha dedicato ai tanti splendidi borghi del nostro paese. Sabbiamo bene quanto il prodotto turistico legato ai borghi sia affine al concetto di sostenibilità. Giusto per ricordare qualche punto a riguardo:

  • Sostegno delle comunità locali e del loro tessuto economico di prossimità
  • Genuinità dei prodotti alimentari e autenticità di quelli artigianali
  • Conservazione di tradizioni, usi, costumi locali
  • Custodia e difesa del paesaggio e della biodiversità naturale (e culturale)
  • Stile di vita lento a basso consumo di prodotti inquinanti, pochi spostamenti impattanti, ecc

Certo, ogni territorio e paese ha le sue peculiarità (ed è un settore turistico bello proprio per questo) ma organizzare un progetto di promozione turistica dei piccoli centri ha comunque delle basi comuni su cui programmare una crescita reale. Che si lavori in Sardegna, Calabria, Lazio, Piemonte o qualunque altra area rurale di altre regioni, alcuni ragionamenti rimangono sempre validi. In questo senso, anche nella nostra esperienza abbiamo riscontrato diversi punti in comune tra il progetto Visit Bitti (piccolo paese sardo della provincia di Nuoro) e Visit Ostia Antica (quartiere di 200mila persone di Roma), due territori apparentemente molto differenti ma con obiettivi paradossalmente molto simili: emergere dal cono d’ombra generato dai brand di destinazione dei relativi grandi attrattori di zona: il mare della Sardegna per il primo, la magnificenza della Capitale per il secondo.

Questo tema coinvolge molti attori che agiscono talvolta in maniera strategica e collaborativa, spesso in maniera poco organica e organizzata. Vediamo di approfondire alcuni punti.

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