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10 falsi miti su SEO e Content Marketing che non devono ingannarti

Si potrebbe dire che essere presenti sul web oggi sia quasi un obbligo. Non importa con quale canale scegli di comunicare con i tuoi clienti, nè che tu sia una grande industria o piccola-media impresa: far sapere che ci sei è la cosa più importante e il canale giusto per farlo è attraverso la rete.

Cosa c’entra in tutto questo la Search Engine Optimization o SEO? Se è vero che possedere un sito web, un blog o un profilo sui social network sia un’ottima strategia di marketing, produrre dei buoni contenuti è uno degli elementi chiave e ottimizzare i tuoi testi dal lato SEO è un ottimo modo per fare una bella figura sia di fronte al motore di ricerca (sempre attento all’originalità e all’efficacia dei tuoi scritti) sia con i tuoi visitatori.

Quando si cerca di capire come funziona quest’ottimizzazione tuttavia si tende a cadere nel vortice delle “troppe informazioni” che circolano sul web: essendo infatti quello del content marketing un argomento in costante evoluzione per via del continuo cambiamento degli algoritmi di Google e delle strategie di mercato, molto spesso si rischia di incappare in notizie false o obsolete.

Oggi voglio analizzare e sfatare alcuni falsi (e purtroppo comuni) miti riguardanti la SEO e il content marketing. Facciamo un po’ di chiarezza insieme.

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#1: Gli anchor text e le meta description devono includere la parola chiave

Il mito: quando si parla di keyword il concetto che viene genericamente assimilato da chi le incontra per la prima volta è che più le si utilizza e migliore sarà il risultato: molte parole chiave significano infatti un buon posto fra i risultati del motore di ricerca, una maggiore reperibilità per gli utenti e un testo più comprensibile per macchina ed essere umano.

La realtà: è vero che bisogna sempre prestare attenzione a come e dove inserire le keyword, tuttavia questo non significa doverle utilizzare in ogni punto della pagina e il più possibile, adottando questa strategia infatti si rischia di incorrere prima di tutto in errori semantici, dati da ripetizioni e da un testo troppo artificioso e con poco senso logico. In secondo luogo anche il motore di ricerca non sarà motivato a premiare il nostro prodotto, proprio perché risulterà troppo meccanico e “poco umano”. La keyword density è ormai un parametro da mettere definitivamente nel cassetto.

Il mio consiglio: quello che ti suggerisco per quanto riguarda gli anchor text è di fare largo uso di sinonimi e riferimenti alternativi alla parola chiave, moderandone l’utilizzo in modo tale che l’insieme sia armonioso ma rimandi allo stesso tempo al tema principale dell’argomento trattato. Nella meta description invece la presenza di una keyword non influisce in alcun modo sul ranking del tuo dominio e anzi potrebbe compromettere il significato della frase che vuoi inserire in quello spazio il cui unico obbiettivo è di risultare interessante agli occhi dell’utente che lo trova nella SERP di ricerca e spingerlo così a cliccare sul link del tuo contenuto. La stessa ricerca di SEMrush, i Ranking Factors Study 2017, ha messo in luce come non solo la presenza o l’assenza di una parola chiave nella meta descrizione non abbia inciso sul ranking di numerosi domini analizzati, ma anche il suo far parte dell’anchor text non incide in modo considerevole su una eventuale strategia di backlink. guida miti seo

#2: L’utilizzo di immagini prese da altri siti web (quindi duplicate) penalizza il tuo ranking sul motore di ricerca

Il mito: è una credenza comune quella che Google penalizzi qualunque contenuto duplicato in modo assoluto e con ripercussioni piuttosto pesanti, questo perché si parla di intelligenze artificiali avanzate il cui compito è proprio quello, fra gli altri, di verificare l’attinenza e la credibilità dei contenuti che pubblichiamo: come è possibile che non penalizzino un contenuto duplicato? E soprattutto, significa che produrre contenuti totalmente originali è l’unico modo per non incorrere in penalità?

La realtà: non è necessario temere ripercussioni ogni volta che prendi dal web un’immagine già utilizzata da qualcun’altro, senza sfruttare il lavoro dei professionisti. Per quanto riguarda le immagini e i video infatti l’utilizzo di un contenuto “duplicato” non è una violazione delle buone pratiche di Google ma semplicemente un’ulteriore utilizzo di quel contenuto: ovviamente cerca sempre di postare immagini o video attinenti all’argomento trattato e di compilare in maniera pertinente i campi “title” e “Alt text”.

Il mio consiglio: se è quindi vero che puoi sentirti libero di scegliere e utilizzare le immagini che preferisci, tieni sempre in considerazione i diritti di utilizzo legati ai contenuti che trovi su internet e condividi a tua volta. Non sempre infatti si tratta di licenze aperte e agendo senza fare i controlli appropriati potresti far arrabbiare qualche professionista che ha lavorato sodo per il lavoro che hai scaricato senza permesso.

#3: Avere dei buoni contenuti è tutto

Il mito: costruisci dei buoni contenuti sul tuo sito web e avrai sicuramente successo“. Cosa c’è di meglio di un sito ottimizzato dal lato SEO, ricco di testi scritti per bene e ponderati sia per l’essere umano che per il motore di ricerca? Sembra la strategia vincente: migliora il tuo blog e cerca costantemente nuovi modi per perfezionarlo.

La realtà: certo, ottimizzare la propria piattaforma è qualcosa che non va ignorato, ma bisogna pensare anche al lato “esterno” della tua strategia, sto parlando della sostanziale differenza fra ottimizzazione on-site e off-site. Quando guardiamo alla ottimizzazione off-site stiamo prendendo in considerazione tutto ciò che sta al di fuori del tuo sito web ovvero la sua reputazione, la sua presenza sui social e sul mercato in generale, le menzioni (da curare nella loro forma di backlink) e molto altro. Essere presente sul web aiuterà i tuoi contenuti ottimizzati a servire realmente al loro scopo.

Il mio consiglio: quello che ti suggerisco di fare quindi, specialmente se sei una piccola o media impresa e lavori nel campo del turismo, è di curare la tua reputazione, rafforzare i rapporti con i clienti e con aziende amiche e in generale farti conoscere. Ricorda che la tua forza primaria sono proprio i tuoi ospiti, i quali hanno la possibilità di provare o vedere i tuoi prodotti e parlarne ad altri, agevolando possibili collaborazioni con influencers o semplicemente aumentando la tua reach online.

Ecco un’interessante grafico di Moz che riassume in modo semplice alcuni degli aspetti più importanti dell’ottimizzazione off-site.miti seo sfatati

#4: I contatori dei social media incrementano il ranking del tuo sito

Il mito: Gli indicatori delle condivisioni sui social indicano al motore di ricerca che il tuo sito è attendibile, interessante, utile e merita di essere condiviso, inoltre sono elementi in più che rendono affidabile la pagina, perché non inserirli quindi?

La realtà: É vero che gli indicatori sono un segno di affidabilità e aiutano la costruzione della tua brand reputation, tuttavia il motore di ricerca non li ritiene di nessun valore e quindi non sono influenti in termini di ranking.

Il mio consiglio: Anche se il motore di ricerca non dà molta importanza a questi fattori, tieni sempre a mente che invece servono al tuo utente, il quale non solo reputerà quello che scrivi affidabile per via dei numeri sui contatori, ma sarà anche invogliato a condividere i tuoi contenuti e così facendo a darti visibilità sui social network, aumentando la reputazione della tua azienda.

#5: Per aumentare le vendite e la brand reputation quello che conta è spendere in campagne sponsorizzate

Il mito: Molti al giorno oggi sono convinti che basti raggiungere 10000 persone con le campagne pubblicitarie per ottenere altrettante vendite e altrettanti like o ingressi in pagina, questo perché (bisogna ammetterlo) i numeri di utenti raggiunti che Facebook o AdWords ci propongono fanno senza dubbio gola.

La realtà: Una campagna di advertising deve essere pensata per spingere colui che la vede a cliccarle sull’annuncio sponsorizzato. Immagina di navigare su Facebook e di vedere sulla tua home un annuncio pubblicitario che non c’entra nulla con i tuoi interessi, oppure pertinente ma privo di descrizioni e contenuti che possano creare una connessione fra te e il prodotto, insomma: non ti spinge a seguire il link. É esattamente quello che succede quando “spari” il tuo prodotto sul web spendendo una somma consistente ma non facendo attenzione a fattori come:

  • Il tuo pubblico target
  • L’ottimizzazione della tua pagina social o del tuo sito web, quindi dei “contenitori” dei tuoi servizi e contenuti
  • I contenuti che hai curato all’interno della stessa pubblicità
  • L’assistenza che fornisci successivamente agli utenti che ti chiedono più informazioni dopo aver visionato l’Ad

Non voglio dire che la tua pubblicità a pagamento sarà fallimentare ma di certo non avere una strategia di advertising sarà meno efficace per quanto riguarda l’ottenimento di conversioni.

Il mio consiglio: Costruire un dialogo col proprio cliente è la prima cosa da fare nell’ottica della pubblicizzazione dei tuoi prodotti. Accompagna le tue pubblicità con un copy interessante ed efficace, cura le immagini che condividi, assicurati che cliccando sui tuoi link i visitatori vengano condotti su una landing page efficace oppure su un bel sito web o pagina social e dedicati alla customer care nel migliore dei modi.

#6: Il segreto per una buona strategia di link building è totalizzare il più alto numero di backlink

Il mito: Poiché un backlink diretto verso il proprio sito significa una menzione da parte di canali esterni e quindi una maggiore reputazione agli occhi non solo degli utenti ma anche del motore di ricerca, si tende a pensare che più backlink si hanno, meglio sarà perché un alto numero equivale ad un passo in avanti verso le prime pagine del motore di ricerca.

La realtà: Ho già affrontato l’argomento in modo approfondito sul blog e non voglio annoiarti con una lunga spiegazione su come funziona la link building, tuttavia posso dirti che la realtà è un po’ diversa da come può sembrare. Se da un lato è vero che avere molti backlink può essere un vantaggio, dall’altro ottenerne un grande numero da parte di tanti micro-siti non ti aiuterà molto ad apparire fra le prime pagine di Google. Quello che forse non sai è proprio che una menzione da parte di un sito di fama medio-alta equivale ad un insieme di piccole menzioni e questo tipo di backlinks può invece incidere in modo più considerevole sul ranking del tuo portale web.

Il mio consiglio: Quello che ti suggerisco è di farti coraggio e puntare in alto anche se sei alle prime armi. Cerca di ottenere delle menzioni da parte di pagine social o siti web con un buon seguito; ospita guest post di blogger, giornalisti o influencer per ottenere delle menzioni sui loro siti e non temere i rifiuti: ottenere una risposta positiva da un “big” può essere difficile! Ovviamente allo stesso tempo non disdegnare le piccole occasioni che ti si presentano davanti, accetta anche menzioni da piccoli siti web e sii pronto a fare altrettanto dal canto tuo, ricorda: l’equilibrio è la cosa più importante.

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Trovare una via di mezzo fra link importanti e link di minore impatto è la strategia migliore.

#7: Curare la SEO del tuo sito web una volta sola è sufficiente

Il mito: Curare la SEO di un sito web è un lavoro lungo, sarà per questo che molte persone credono che basti farlo una sola volta per garantire alla piattaforma un’ottimizzazione perpetua sotto qualunque aspetto.

La realtà: Il principio per cui questo punto è in tutto e per tutto un mito è semplice: gli algoritmi di Google cambiano le carte in tavola costantemente, modificando requisiti, fattori di penalizzazione e di merito, inserendo nuove regole e rimuovendone altre, non è possibile quindi che un sito web vada bene in eterno così com’è.

Il mio consiglio: Ottimizzare un intero portale sul lato SEO è un lavoro immenso se fatto all’ultimo minuto o dopo anni di incuria, ti suggerisco di farlo costantemente, contenuto per contenuto, concentrandoti su quelli che sono i settori principali da tenere in considerazione in questi casi, il blog di Moz ti da un’idea sui più importanti da tenere sempre sotto controllo.

#8: I post lunghi incidono sempre positivamente sul ranking del tuo sito o sulla visibilità dei tuoi post

Il mito: Più scrivi, meglio è. I contenuti lunghi piacciono sia alla macchina che alla persona e nei social come sul blog l’importante è emozionare e coinvolgere, la lunghezza può essere un fattore secondario.

La realtà: Ho affrontato questo tema in alcune occasioni e trovo davvero importante fare chiarezza. La verità è che ogni piattaforma ha le sue misure specifiche, non solo per quanto riguarda i blog ma anche da un social all’altro e ognuna di queste varia in base al livello di attenzione del pubblico che sta accedendo al contenuto. La sola lunghezza quindi non basta: a volte non è consigliabile e altre invece va sviluppata in modo accurato e approfondito.

Il mio consiglio: Ti suggerisco di definire i canali web nei quali vuoi essere presente e successivamente fare uno studio approfondito dell’utente medio che frequenta quel determinato canale. Pubblicare post su Facebook infatti richiederà l’utilizzo di centinaia di caratteri in meno rispetto ad un post sul tuo blog, questo perché gli utilizzatori dei social dedicano in media meno attenzione ai contenuti su questa piattaforma. Cura i tuoi contenuti ed affronta un argomento in modo accurato, capisci a chi ti devi rivolgere e poi comprendi quanto devi scrivere, questo è il mio consiglio.

#9: Se la tua strategia di content marketing non dà risultati immediati, allora è un fallimento

Il mito: Si tende a pensare che poiché il web è un luogo molto veloce e dinamico, anche i risultati ottenuti lo sono. C’è sempre qualcuno che pensa sia possibile ottenere conversioni dopo uno o due giorni perché ha un team numeroso che lavora al suo progetto o perché ha investito grandi somme di denaro.

La realtà: Ragionando nel modo che ti ho esposto sopra si dimentica il fattore fondamentale in questa grande equazione che è il marketing online: la persona. Possono volerci giorni o mesi per iniziare a vedere dei risultati, dipende dalla mole del lavoro che c’è da fare, dalla basi da cui si parte e ovviamente anche dai mezzi utilizzati.

Il mio consiglio: Per quanto possa sembrare scontato ti consiglio pazienza e attenzione: non investire da subito grosse somme di denaro in campagne di sponsorizzazione che potrebbero rivelarsi fallaci, fai test e diversi tentativi e armati di strumenti di analisi che possano aiutarti a tenere traccia delle tue campagne pubblicitarie, dei contenuti pubblicati sul tuo sito, dei tuoi eventi e così via, solitamente tutti i social hanno una sezione dedicata, mentre per i siti web puoi utilizzare Google Analytics.

#10: Devi essere presente su tutti i canali web del momento

Il mito: Essere presente sul web al giorno d’oggi è la cosa più importante e dove ci sono molte persone sicuramente ci saranno anche i tuoi potenziali clienti, perché non avere quindi un account per ogni canale social del momento?

La realtà: Perché è quello che si dice un’azione time consuming, ovvero che se non necessaria rischia di farti perdere tempo, risorse economiche ed intellettuali (se hai un team che dovrebbe gestire per te questi canali impiegherai risorse preziose), rischiando di farti andare alla perenne ricerca di un target che magari è inesistente su quella piattaforma.

Il mio consiglio: Definisci una buyer personaovvero un identikit del tuo cliente: chi è? Cosa gli piace fare? Quali dispositivi usa per navigare sul web? Quali sono i suoi interessi? Questo e molti altri aspetti chiave ti aiuteranno a capire dove sia la tua “fetta” di clienti: potresti scoprire che non frequentano Istagram ma preferiscono utilizzare LinkedIn o Facebook, oppure che fanno affidamento ad applicazioni o piattaforme specifiche di cui non eri a conoscenza. Ti consiglio di leggere la guida alle buyer personas che SEMrush ha recentemente pubblicato sul loro blog. Quello che devi sempre ricordare è che le persone sono imprevedibili e non si comporteranno mai come tu hai immaginato, l’unica cosa che puoi fare è affidarti a degli studi specifici e lasciarti, in un certo senso, guidare dal tuo pubblico.

Hai domande su altri miti SEO? Scrivici nei commenti!