Enoturismo: dalla local SEO alla GEO per le cantine, le nuove sfide per farsi trovare
Il modo in cui i viaggiatori cercano online i servizi turistici e di viaggio è cambiato. Lo stesso vale per i viaggiatori appassionati di vino, quegli “enoturisti” che quando sono in vacanza cercano esperienze legate al mondo della produzione e delle degustazioni di vino.
Approfondimento
Travel e food, dati e statistiche per scoprire il turismo enogastronomico in Italiadi Vanessa Carta
Le cantine multifunzione che lavorano anche con l’ospitalità e, magari, che fino ad oggi avevano una buona presenza online devono darsi da fare per non perdere il lavoro fatto. Sono in parte nuove le sfide che l’intelligenza artificiale generativa sta mettendo davanti agli operatori del mondo del vino, ma in parte hanno molto in comune con le vecchie sfide che hanno caratterizzato da sempre i percorsi di digitalizzazione e di marketing digitale per le imprese agricole e turistiche.
Per chi ha costruito una presenza web forte grazie a contenuti organici e investimenti SEO significativi è necessario aggiustare il tiro per continuare a cogliere le opportunità della domanda di servizi enoturistici attraverso la cosiddetta GEO: Generative Engine Optimization.
Il 12 marzo 2026 ho tenuto un webinar per un gruppo di una 15ina di cantine toscane all’interno di un bel più grande progetto europeo su incarico della società Beam me up. Il titolo del webinar era: “Evoluzione della presenza online: dalla SEO alla GEO“. In fondo a questo post, puoi scaricare le slide complete del corso.

Fare SEO per bene, nel turismo è ancora fondamentale
Nel momento in cui scrivo seguiamo i dati di traffico di 5/6 operatori turistici molto diversi tra loro sia per area geografica che per tipologie di offerta. Eppure nelle curve di GA4 notiamo sempre la stessa cosa: un calo del traffico organico rispetto all’anno precedente che si aggira tra il 25% e il 30% su tutti i principali indicatori.
È un fatto decisamente importante, con un impatto strategico sul marketing delle imprese turistiche che supportiamo con i nostri servizi. Ma questi dati non devono ingannare.
Rimane fondamentale lavorare per ottimizzare il proprio posizionamento nei risultati dei motori di ricerca, la cara vecchia SEO. Per molti aspetti, le tecniche di posizionamento organico non sono cambiate. Ne abbiamo parlato in altri post:
- Contenuti aggiornati e di qualità
- Strutture editoriali e tassonomie chiare
- Formattazione corretta e facilità di lettura (per gli umani e gli algoritmi)
- Performance tecniche al top
Le stime di calo del traffico organico sono facilmente imputabili all’utilizzo di app e strumenti di AI (Chat GPT, Ai Mode di Google, Perplexity, ecc) ma i loro risultati sono destinati ad utenti che si fermano al riassunto, al “bignami del contenuto turistico“. Chi sta davvero organizzando un viaggio vuole andare alla fonte delle informazioni e vuole prenotare i propri servizi online o offline, ma non tramite agenti AI. Almeno per il momento, d’altronde è anche su questo che i colossi dell’AI stanno investendo per il prossimo futuro.
Dunque, le cantine che fanno experience e ospitalità, così come tutte le imprese turistiche devono continuare a fare la propria SEO al meglio. Ci saranno sempre i viaggiatori che cercheranno e le imprese che vorranno farsi trovare. A maggior ragione, se ci sono intermediari sempre più ingombranti ed “intelligenti” è necessario lavorare per far riconoscere la propria autorevolezza e importanza in modo tale da farsi trovare anche dagli algoritmi.
Insomma, chiamiamolo come vogliamo: SEO o GEO poco importa! Quello che conta davvero è che le imprese enoturistiche che vogliono stare sul mercato devono continuare a lavorare ed investire per farsi trovare online.
Come fare Generative Engine Optimization (GEO) per la tua attività enoturistica
Dunque anche il mondo delle cantine e dell’enoturismo non può prescindere dall’attualizzare le proprie strategie web per non farsi travolgere dai nuovi modelli di ricerca e fruizione delle informazioni online da parte dei viaggiatori.
Che il prodotto enoturistico sia in netto aumento nei desiderata dei viaggiatori non ci piove; tutti i dati lo confermano. È il modello dell’accesso ai contenuti online che viene stravolto dall’AI, non la voglia di bere bene e vivere esperienze memorabili. Infatti, l’utente medio non vuole più navigare tra decine di siti, vuole una soluzione pronta! Dunque il bisogno dell’utente è passato “dal link alla risposta”. E a dare queste risposte ci pensano gli algoritmi di AI generativa che ormai caratterizzano l’utilizzo dei motori di ricerca e dei device digitali.
Le aziende che fanno enoturismo, quindi, per fare GEO bene devono:
- Continuare a fare contenuti di qualità sui propri siti web;
- Continuare a curare la propria Local SEO (profilo Google My Business, ecc)
- Lavorare per acquisire maggiore autorevolezza nelle fonti online investendo nella brand awareness.
Dal nostro portfolio
Community building, SEO e Digital PR per marketplace turismo open air Garden SharingAlcuni modi per acquisire autorevolezza online ed essere citati dagli algoritmi AI
Niente di nuovo sotto il sole, fondamentalmente quello che richiedono gli algoritmi generativi per citare un brand è che questo sia davvero autorevole. Dunque, come detto prima, non basta produrre dei contenuti di alta qualità sul proprio sito e social (cosa comunque necessaria). C’è bisogno di lavorare sugli earned media, fare in modo che altri soggetti autorevoli online citino e parlino in maniera positiva del brand. Ne abbiamo scritto e parlato tante volte su questo blog di questi strumenti, producendo guide e consigli pratici.
Alcuni esempi di attività di marketing che nutrono e arricchiscono l’autorevolezza di un brand turistico online sono:
Approfondisci
Influencer marketing per destinazioni turistiche. Piccolo manuale d’usodi Alessio Neri
- Digital PR e influencer marketing: essere citati in articoli di testate e blog rilevanti, essere citati dei post e nei reel di content creator validi e di influencer di settore, ricevere mensioni da aziende partner, ecc (da non sottovalutare la presenza del proprio brand all’interno di video IG/Youtube/TikTok, gli algoritmi AI “leggono” i video e riescono a cogliere il sentiment legato ai brand citati al loro interno);
- Lavorare sulle recensioni: sono ormai decenni che chi lavora nel turismo si sente dire che deve curare le proprie recensioni su qualunque piattaforma sia possibile lasciarne (Tripadvisor, OTA, Google, Facebook, Trustpilot, ecc). Riuscire ad avere molte recensioni, rispondere e attivare un “dialogo” con il cliente basato sull’esperienza fornisce agli algoritmi tanti elementi indipendenti utili a profilare il tuo brand enoturistico. È consuetudine di ChatGPT, Gemini e Perplexity rispondere con concetti del tipo “spesso questa cantina viene apprezzata per“, “chi cerca questo tipo di esperienza si affida a“, ecc ecc
Insomma, se vuoi davvero fare GEO con dei risultati evidenti devi investire sulla tua brand awareness e sul brand enforcement. L’AI non si è inventato niente nel marketing online. Semplicemente, è più difficile ottenere risultati validi lavorando alla propria promozione online per compartimenti stagni. Il tuo reparto marketing e comunicazione o l’agenzia di marketing turistico che ti segue deve tenere vivi diversi fronti.
Dalla SEO al multichannel: 5 consigli pratici (+ 1 bonus) per rinforzare il tuo brand di fronte agli algoritmi
Questi fronti di comunicazione non sono altro che pezzi di un unico puzzle chiamato “Strategia di branding multicanale“. Dunque, se dopo questo post vuoi subito iniziare a fare bene la tua GEO devi:
Approfondisci
Video marketing per destinazioni turistiche alle prime armi: suggerimenti per progettare una strategia video di destination marketingdi Alessio Neri
- Verificare che le tue informazioni “Local SEO” e di contatto siano corrette e coerenti tra tutti i portali in cui sei presente, e in caso contrario correggerle subito;
- Iniziare a produrre contenuti AI Friendly per il tuo sito (immagina di rispondere a vere domande dei tuoi potenziali clienti con contenuti infomativi aggiornati e long form) come ad esempio sul tuo blog aziendale: guide agli abbinamenti, storytelling della famiglia che ha fondato la cantina, approfondire alcune fasi del processo di affinamento, ecc;
- Sviluppare una comunicazione social accurata, aggiornata e di comunità;
- Lavorare a collaborazioni che diventino una vera “rete di autorevolezza”: giornalisti, travel blogger, content creator di qualità, fornitori, aziende partner, sommelier, ecc. Essere menzionati da esperti di settore non fa che confermare l’autorevolezza del tuo brand;
- Lavorare sugli aspetti visuali: l’AI legge immagini e video sui vostri canali e su quelli degli altri. È sempre più necessario investire sul visual per essere coerenti nella considerazione degli algoritmi
E se proprio non riesci a seguire tutte queste attività di marketing con il tuo team, l’ultimo consiglio è:
- rivolgiti ad un’agenzia che si occupi della tua GEO e del tuo brand con consapevolezza e professionalità. Scrivici senza impegno.