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Come usare le keyword per i contenuti del tuo sito web

Hai deciso di creare una strategia online per la tua attività turistica e vorresti migliorare i tuoi contenuti per farti conoscere da un buon numero di persone?

Sul web, quando si tratta di competizione fra pagine e siti, di marketing e di vendite è la prima cosa che viene presa in esame: tutti sanno che il sistema di Google è regolato da algoritmi complessi che leggono i nostri testi, classificano, numerano, premiano o puniscono chiunque pubblichi contenuti.

Se in un post precedente ti ho semplicemente parlato di tipologie di scrittura per ogni social, in questo caso scenderò nel particolare e andrò ad analizzare un altro aspetto che chi si occupa di copywriting e SEO tiene d’occhio con molta attenzione ovvero il Keyword search volume, raccontandoti perché l’utilizzo dei termini appropriati può aiutare i tuoi contenuti ad arrivare, con il tempo e la costanza, alle prime pagine della Search Engine Results Page (SERP).

Che cos’è la Keyword Search Volume?

Questo importante fattore di misurazione consiste nel volume di traffico potenziale verso i tuoi contenuti che può essere generato da una o più parole chiave: questo volume di traffico può variare, fra le altre cose, a seconda della lunghezza del testo pubblicato e dell’ampiezza dell’argomento trattato.

Proprio queste parole chiave vengono tenute in gran conto da Big G, perché attraverso queste l’intelligenza artificiale riesce a dedurre l’argomento affrontato, classificarlo entro determinati canoni di ricerca e di conseguenza restituire all’utente determinati risultati.

A seconda della loro lunghezza e specificità avrai un risultato diverso. Esistono infatti due tipi di keyword: le Short Head Keywords e le Long Tail Keywords e rappresentano due modi diversi di trattare un argomento.

Short Head Keywords

Hai deciso di scrivere un articolo riguardante i “paesaggi del Lazio” e di trattare qualunque tipo di elemento che questo argomento comprenda: poiché hai selezionato un argomento generico, la concorrenza sulla SERP sarà molto competitiva.

É vero infatti che se stai analizzando un argomento così vasto le ricerche ad esso correlate saranno maggiori e i siti web che ne parlano anche di più.

Le Short Head Keywords comprendono nella loro composizione un massimo di due parole, perché riguardano argomenti generici e maggiormente richiesti. Il lato positivo è che ti rivolgerai ad un pubblico senza dubbio più ampio, ma la concorrenza per la scalata dei risultati di ricerca sarà accanita.

Long Tail Keywords

Se invece decidessi di parlare di “itinerati turistici urbani del Lazio” dovresti prendere in considerazione un ambito semantico molto più circoscritto: è vero che meno persone effettuerebbero quella ricerca, tuttavia avresti un numero minore di competitor e quindi delle possibilità in più di apparire fra i primi risultati.

Un motivo aggiuntivo per cui vengono scelti argomenti più specifici che fanno uso di long tail keywords è che spesso l’utente che vuole conoscere un argomento in modo più approfondito è anche intenzionato ad effettuare un acquisto in merito: è per questo che chi vuole vendere un prodotto ben preciso spesso fa questa scelta.

Come usare le parole chiave per un buon contenuto

Saper costruire i testi basandosi su una strategia legata a keyword specifiche (e quindi rendere i propri contenuti adatti al motore di ricerca e, soprattutto, agli utenti che lo usano) significa prima di tutto conoscere a fondo l’argomento che si sta per andare a trattare e poi raccontarlo parola per parola.

Scegliere l’argomento che vuoi affrontare è il primo passo

Prima di tutto definisci l’argomento di cui stai per scrivere, dopodiché prima della stesura del content individua le parole chiave: metterti nei panni di chi cerca il tuo prodotto/servizio turistico sul web è una buona strategia di ricerca e formulazione, perché ti permette di pensare come un utente. Una volta definite le keyword su cui strutturare il tuo testo, dovrai saperle sistemare all’interno della pagina che stai scrivendo, ricorda sempre che dovranno:

  • Ricondurre al tema che hai scelto di trattare
  • Essere sintetiche (max 4-5 parole)
  • Essere utilizzate dagli altri utenti per cercare l’argomento sul motore di ricerca.

Se vuoi sapere con quali parole vengono eseguite le ricerche riguardo una determinata tematica, ti consiglio ad esempio di utilizzare lo strumento di Google Keyword Planner (che trovi all’interno del sistema di Google AdWords), ti basterà inserire una parola per capire in un lasso di tempo e in un’area geografica qual è la mole di ricerca delle parole chiavi prescelte.

Avere bene in mente l’argomento che tratterai con il tuo testo, e il grado di profondità, significa inoltre sapere perché vuoi scrivere e con quale fine (se informativo o a scopo di vendita), permettendoti di sviluppare il tuo contenuto in modo funzionale al raggiungimento dei tuoi obiettivi.

Alcune buone pratiche per un blog aziendale ottimizzato

Nello sviluppare un determinato topic ti suggerisco di fare attenzione a tutti quei dettagli che abbiamo affrontato insieme nella guida alla scrittura: un’informazione deve sempre essere di qualità a prescindere dal fatto che il testo risulterà lungo o corto, non deve risultare fuorviante o deludere le aspettative di chi sceglie di visitare la tua pagina web.

Nella stesura di un testo, utilizzare le parole chiave scelte è importante ma non deve essere ridondante e ripetitivo: l’utilizzo di sinonimi è molto importante, soprattutto perché Google tiene conto anche di questo fattore, rilevando le ripetizioni eccessive come uno zelante insegnante.

Per lavorare al meglio ti consiglio di usare uno dei tanti dizionari online di sinonimi e contrari: il mio preferito è Sinonimi-Contrari ma qualunque altro servizio è valido, l’importante che è ti aiuti nel tuo lavoro.

Quando scrivi per un sito web ricordati di tenere conto di numerosi fattori, primo fra tutti il fatto che sarà Google a decidere dove si piazzerà il tuo elaborato e se avrà successo oppure resterà nell’oblio. Se è vero che quindi bisogna fare “il suo gioco” è anche bene specificare che questo non significa riempire le pagine del tuo blog delle stesse parole chiave: Google è molto più intelligente di quanto pensi perché è programmato per ragionare con gli stessi “sentimenti” critici di un essere umano (o almeno tende a diventarlo) ma con la precisione di una intelligenza artificiale.

Non solo keyword, parliamo di lunghezza dei testi del tuo sito

A livello teorico, se hai deciso di utilizzare le Short Head Keywords vuoi affrontare un argomento generico, perché l’utente che ha effettuato una ricerca approssimativa basata su una o due probabilmente non ha ancora ben chiaro cosa sta cercando e quindi rimane sul “generico”.

Se d’altra parte lo stesso utente utlizza una parola a coda lunga, è probabile che lo faccia per cercare un’informazione specifica riguardo un certo tema. In questo caso non solo il testo dovrà fornire una risposta al suo interrogativo ma arricchirlo con altre nozioni utili a riguardo (e quindi approfondirlo) sarà un buon modo per rendere il tuo contenuto doppiamente utile e quindi anche più “visitabile”: sia agli occhi di chi sta cercando qualcosa nello specifico, sia per chi vuole semplicemente informarsi più in generale.

Il principio delle parole chiave a coda lunga tuttavia vale soltanto se il tuo obbiettivo è creare una landing page per vendere i tuoi servizi: nel momento in cui infatti vai a creare una pagina di arrivo, il testo si riduce a poche ed efficaci call-to-action, che ti serviranno per farti trovare sul web e per vendere un prodotto.

Se invece decidi di approfondire un argomento la pratica migliore è sempre di produrre un testo lungo ed esaustivo: questo non significa che non devi focalizzarti su un solo tema ma piuttosto che, dopo aver deciso l’argomento e le keyword principali tu sviluppi le tue argomentazioni in maniera logica e completa.

A tale proposito lo stesso team di SEMrush, organo internazionale di informazione sul marketing digitale, ha prodotto tramite la loro suite di analisi il SEMrush Ranking Factors Study 2017, uno studio di 600.000 chiavi di ricerca analizzate singolarmente. Fra gli altri importanti fattori di ranking emersi, un’intera sezione è stata dedicata proprio alle keywords e mostra come in realtà le pagine web che riescono a raggiungere i primi risultati della SERP di Google siano proprio quelle che presentano una maggiore lunghezza dei contenuti, indipendentemente dalle keywords utilizzate.

guida lunghezza testo

Fare “bella figura” sul motore di ricerca: il titolo SEO e la meta description

Inserire delle keywords nei titoli risulta utile su due fronti.

Prima di tutto il tuo post sarà immediatamente identificabile da parte dell’utente, che saprà quale argomento stai andando a trattare, dall’altro lato alla macchina Google la presenza delle keywords nel SEO title risulterà fondamentale per catalogare i tuoi contenuti e fornirli a chi sta cercando proprio quello di cui stai parlando.

keyword search volume guida SERP

Come puoi osservare qui sopra nel grafico che SEMrush ha prodotto mettendo a confronto diverse migliaia di siti web presenti sulla SERP, includere la tua keyword nel titolo SEO è il modo corretto per cercare di farsi trovare facilmente nei risultati di ricerca. Il mio consiglio quindi è di costruire un titolo che sia immediatamente indicativo per il tuo utente-tipo (magari rispondendo ad una possibile domanda di informazioni) e per lo stesso motore di ricerca, il cui compito è proprio quello di ragionare come un essere umano.

Se andiamo poi ad analizzare la meta description, ovvero la breve descrizione che si trova immediatamente sotto al titolo SEO che compare nei risultati di ricerca, scopriamo che in questa sezione della pagina l’utilizzo delle keywords non è indispensabile, risulta anzi ininfluente rispetto alla classifica della SERP.

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Ricorda che il fine ultimo della meta description è infatti quello di risultare accattivante e di incuriosire il lettore che viene così invogliato a cliccare sul titolo del tuo post.

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