Social media marketing turistico

Social media marketing per il turismo: come migliorare la tua attività social

Nel precedente articolo abbiamo parlato di sintomi. Quelle cattive avvisaglie che ci fanno capire che i nostri canali social stanno avendo qualche problema di salute. E cosa fa un buon medico dopo aver identificato i sintomi? Procede con la diagnosi, naturalmente. Nell’articolo di oggi, infatti, forti di un quadro clinico ben delineato, tenteremo di identificare le malattie che hanno intaccato lo stato di benessere della tua strategia social.

Se ti sei riconosciuto in uno dei sintomi specificati nel precedente post, o senti che c’è qualcosa che non va nella tua attività social, continua a leggere: siamo sempre più vicini alla soluzione.

La malattia dell’abbandono: una scarsa fanbase

fanbase facebook come migliorarlaAbbiamo parlato di follower e della difficoltà di crescita degli stessi in modo organico e a pagamento. Se la tua fanbase è costituita da pochi utenti, non in target, perlopiù collegati al tuo profilo personale, c’è un problema da risolvere. Abbiamo già asserito che il numero di fan non decreta il successo di un’attività: è davvero insignificante possedere un numero esorbitante di fan, o follower, nel caso di Instagram, se poi questi ultimi non sono interessati ai tuoi contenuti e alla tipologia di servizio o prodotto che tu vendi. Ciò che conta davvero è che coloro che decidono di seguire la tua pagina, facciano parte della tua nicchia di interessi. Come fare?

Partiamo dall’attività organica: quando hai la possibilità di selezionare manualmente su Facebook le persone da invitare a mettere il like alla pagina (con il pulsante blu Invita i tuoi amici), non inviare inviti alla rinfusa. Seleziona il tuo pubblico manualmente, cercando di individuare coloro che potrebbero realmente essere stuzzicati dalla tua offerta. Sempre a livello organico, c’è qualcos’altro che puoi fare. Quando pubblichi un post di qualità, il contenuto corre il magnifico rischio di diventare virale. Ciò significa che potrà avere una copertura organica virale, pertanto il post avrà visibilità anche tra coloro che non sono Fan della tua pagina Facebook. Ecco, se sei stato bravo fino a questo punto, devi dimostrare di poterlo essere ancora un po’ di più. Come?

Facebook ci dà la possibilità di invitare gli utenti che hanno messo un like al nostro post (non appartenenti alla nostra Fanbase), a diventare fan della pagina: fallo! In più, se clicchi sulle condivisioni di questo fantomatico post, potrai vedere chi ha avuto il piacere di condividere con i propri contatti il tuo contenuto. Che essi siano fan o meno, è l’occasione giusta per interagire con loro! O ancora, se ti accorgi che ci sono altre pagine Facebook o Gruppi Facebook interessanti, che dialogano con il tuo target puoi mettere mi piace a nome della tua pagina o richiedere l’iscrizione al gruppo: questo ti aiuterà ad avere una maggiore visibilità e a gettare le basi per la costruzione di un dialogo.

Per Instagram a livello organico vale lo stesso tipo di discorso. Non cliccare “Follow” senza ordine e distinzione, con la speranza di veder crescere proporzionalmente i tuoi “follower” (followback, ndr). Procedi invece con dei follow o dei like mirati, dettati dalla consapevolezza che la persona o la pagina che hai deciso di seguire, ricoprano un ruolo interessante per il tuo business.

Ci sono inoltre delle soluzioni che riguardano la parte di campagne sponsorizzare Facebook: Facebook Ads. Questo strumento consente di mostrare i contenuti della tua pagina a nuovi utenti, selezionandoli in base agli interessi, all’età, al sesso, alla residenza ecc. Si tratta pertanto di un ottimo mezzo per la creazione di una Fanbase di qualità. Ne parleremo meglio in futuro!

La sindrome del silenzio: un engagement assente

feedback reviews facebook come ottenerleUn altro sintomo individuato, fastidioso come un mal di testa, è stato quello dell’esistenza di una Fanbase particolarmente passiva, taciturna, poco interattiva. Parliamo di quella che io definisco la malattia del silenzio, quindi un engagement totalmente assente. E attenzione, questo non deriva da una predisposizione caratteriale alla poca loquacità: probabilmente, il tuo pubblico non interagisce perché non è interessato ai contenuti che tu veicoli.

Questo può derivare da:

  • una Fanbase non in target, come dicevamo prima, di scarsa qualità;
  • un contenuto poco coinvolgente.

Prima di curare questa malattia, bisogna essersi assicurati di aver medicato per bene quella individuata nel paragrafo precedente. Quindi, dopo aver costituito una Fanbase di qualità, procediamo con la produzione di contenuti di qualità. Come?

Per prima cosa facciamo social listening, cioè: ascoltiamo il nostro pubblico potenziale, studiamo i suoi riferimenti culturali (online e offline), impariamo a capire cosa può piacergli. Stabiliamo a monte delle rubriche, dei temi che possano definirsi rilevanti per il target obiettivo. È importante variare, sia in termini di argomenti che in termini di formato. Un messaggio può essere veicolato attraverso un’infinità di variabili: immagine singola, gallery, link, sondaggio, prodotto della vetrina, offerta, evento ecc. Ricordiamoci che le interazioni possono avvenire in maniera spontanea, e ben venga, ma talvolta è bene richiederle, magari avvalendosi di una call to action che invita al commento o alla condivisione.

La sindrome del silenzio potrebbe avere degli effetti negativi anche sulla tab dedicata alle recensioni. Ti sei assicurato di aver riposto in alto quella tab? Dopo che l’ospite della tua attività turistica termina il suo processo d’acquisto, sei solito inviargli un promemoria con un link che rimanda alle recensioni? Se qualcuno scrive una recensione, rispondi con un commento? E usi le sue parole per creare un contenuto che invita coloro che non l’hanno ancora fatto? Ecco, questi sono dei suggerimenti che potrebbero ribaltare la sezione delle Reviews.

O ancora, abbiamo parlato di hashtag silenziosi. Facendo una ricerca per hashtag hai scoperto che pochissimi si sono serviti del tuo. Sarebbe interessante comprendere se il tuo pubblico è consapevole dell’esistenza del tuo hashtag “brandizzato”. Un modo per presentarglielo è quello di inserirlo nella Bio di Instagram o di veicolarlo tramite qualche post. Oppure, offline, potresti riportarlo nella bacheca del tuo Hotel, nel biglietto da visita o nella tovaglietta usa e getta per la colazione del B&B o del tuo ristorante.

La sindrome delle relazioni: un customer care inesistente

messsenger direct facebook chatAbbiamo anche parlato delle chat di messaggistica istantanea connesse ai profili social, come Messenger e Direct. Si tratta di potentissimi strumenti di marketing conversazionale, che gettano le basi per la costruzione di un rapporto diretto e duraturo. Ma non solo. Il messaging consente di generare lead di qualità e condurre all’acquisto, fornisce assistenza rapida e recapita un contenuto di valore. Ecco perché è importante prestare attenzione ogni qual volta un utente decide di scriverci. So che è difficile fornire sempre risposte tempestive, per mancanza di tempo. Per questo ti puoi servire di chatbot che automatizzano la tua risposta e ti fanno guadagnare tempo, in vista di un contatto diretto. Se è raro che un utente ti scriva, anche in questo caso, puoi incentivarlo tu, ricordandogli tramite i post, che può contattarti su Messenger o su Direct per avere maggiori dettagli.

In questo articolo abbiamo diagnosticato le malattie più frequenti sui social. Se pensi di esserne affetto, forse possiamo aiutarti.

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