website visit scotland

4 trend strategici per progettare il sito web di una destinazione turistica

Che ogni operatore turistico abbia un sito web è ormai quasi scontato. Non averlo sarebbe un po’ come non avere il cellulare, praticamente un evento ormai rarissimo. Eppure nonostante negli ultimi 3 anni l’esperienza grafica di un sito sia cambiata completamente, non è difficile imbattersi online in siti inutilizzabili, statici e pur nulla accattivanti anzi. Questo genere di esperienza respinge completamente l’utente che in un sito cerca informazioni, ispirazione e anche il riflesso del brand turistico. Alla luce di queste premesse, che cosa non puo’ mancare nel sito web di una destinazione turistica?

Ti vedo dal telefono: parla subito chiaro

Semplicità e mobilità. Oggi, i siti devono rispondere in primis alla parola d’ordine responsive. Impensabile progettarne uno senza considerare che almeno l’80% degli utenti di quel sito web lo farà dal telefono oppure da un tablet. L’accesso dai device mobile richiede velocità ed efficienza anche nel menù di navigazione. In risposta a questo, sempre piu’ siti di destinazione stanno sviluppando mappe personalizzate sulla destinazione, mobile-friendly e di tipo proprietario piuttosto che fare riferimento alle funzionalita’ limitate di Google Maps in termini di design.

Data is the new oil

Icone e fronzoli sono state sostituite da una user experience intuitiva. La vera innovazione in atto non sta solo togliendo ostacoli a un’ottima user experience lato front-end ma soprattutto aggiungendo dal lato back-end sofisticate procedure e sistemi di customer relationship management. Il vero valore è dato dalla capacità di generare infinite quantità di dati analitici per poter modulare le proprie strategie di contenuto, sviluppare partnership  e promozione perfettamente targettizzate e allo stesso tempo estrapolare report approfonditi.

Ti racconto una storia

L’approccio che più di ogni altro segna il passaggio dagli statici siti web in stile cartellone pubblicitario a portali organici che raccontano storie e somigliano sempre più ai magazine di viaggio è lo storytelling. Che questo approccio sia particolarmente amato dagli utenti lo dimostra il caso del sito Visit California lanciato nel gennaio 2015. Il numero di visualizzazioni mensili è salito vertiginosamente, passando dai 150mila prima del restyling a 1,5 milioni del maggio 2016. Il focus sulla narrazione di prossimità diffonde l’identità della destinazione a diversi pubblici, personalizza l’esperienza di ogni singolo visitatore del sito e risponde alla crescente domanda di autenticità e di locale, sempre piu’ impellente da parte dei turisti.

Content is always king

Inutile dire che i destination marketers si stanno immergendo sempre più nella segmentazione e profilazione dei clienti e sviluppano contenuti basati su questi dati. I contenuti possono essere segmentati in ulteriori sotto gruppi, per cui i contenuti dovrebbero rispondere a queste preferenze di viaggio individuali. A questo proposito sono interessantissimi i casi di Visit Scotland e Visit Zurich che coinvolgono i residenti nel processo di vendita della destinazione con le loro storie personali.

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Fonte: Greg Oates , Skift “The 25 best tourism websites in the  world in 2016” – 13 luglio 2016