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Fare turismo in Calabria si può, la chiave è l’Ospitalità

La O maiuscola nella parola “Ospitalità” nel titolo non è un caso. Fare Ospitalità, per di più in Calabria, non è sempre facile ma è decisamente possibile e la seconda edizione del Festival dedicato al turismo che cambia – cui abbiamo partecipato all’organizzazione insieme ad Evermind e Home 4 Creativity – ci ha regalato grandi insegnamenti in questo senso. A fornirci numerosi spunti sulle tante opportunità del Fare turismo in Calabria sono state decine di professionisti che hanno condiviso la loro passione per il proprio lavoro provenienti da tanti luoghi diversi d’Italia e da tanti angoli di una regione ancora troppo poco conosciuta.

Abbiamo strutturato il Festival dell’Ospitalità in 3 giornate tematiche.

Strutture ricettive

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Non solo Hotel e soprattutto non solo lusso, anzi! Le strutture ricettive che possono fare la differenza in Calabria sono proprio quelle extra-alberghiere. Parliamo di alberghi diffusi e comunità ospitali ma anche di progetti più innovativi come il co-living. Sempre in questa giornata dedicata alle strutture ricettive non poteva non emergere l’importanza di costruire una presenza web completa ed efficace sia attraverso le più moderne strategie di web marketing e web design ma anche approfondendo le storie che ogni operatore del turismo può offrire ai suoi ospiti. Quello che è emerso da ognuno dei progetti che abbiamo conosciuto in questa giornata è stato l’amore per il proprio territorio; un sentimento profondo, quasi viscerale, che spinge professionisti affermati a lanciarsi nella sfida dell’ospitalità pur dovendo affrontare parecchie avversità.

Tour e attività sul territorio

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Siamo in uno dei mercati in maggiore crescita all’interno della macro-area turistica. Il cuore dell’offerta esperenziale del turismo è dato proprio da chi mette a disposizione dei visitatori del proprio territorio conoscenze e competenze, spesso non convenzionali, per offrire la possibilità di vivere un’esperienza unica. Parliamo di associazioni e gruppi di ragazzi e ragazze che danno il massimo per costruire con professionalità e dedizione una serie di attività volte a scoprire natura, cultura, archeologia e tradizioni di piccoli e grandi territori: dal borgo sul tirreno alla mitica Statale 106. In questo contesto anche esperienze più strutturate come i parchi avventura e i consorzi che raccolgono produttori e distributori di prodotti tipici locali hanno contribuito a segnare un solco tra attività mainstream ed esperienze indimenticabili. Sotto questo aspetto anche l’ottica di una formazione continua e approfondita non va tralasciato.

Marketing di destinazione

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Se si vuol far crescere il turismo di un determinato territorio è anche necessario comprenderne come farne “mercato” nel senso positivo del termine. Abbiamo quindi ascoltato le esperienze di due tour operator giovani e freschi che da un lato sottolineano l’importanza di dare valore alle persone e non solo ai luoghi, dall’altro analizzando le strategie di due regioni vicine alla Calabria (Sicilia e Puglia) fanno emergere tante buone pratiche da replicare e adattare in altri contesti. Ma il territorio è, per definizione, un elemento complesso all’interno del quale il ruolo dell’innovazione culturale è un grande motore di crescita per ogni comunità. È proprio da questo assunto che siamo partiti per esplorare le splendide esperienze di successo di Civita, Cleto e Rosarno ed è da queste storie di condivisione e comunità che a nostro avviso bisogna costruire il futuro del turismo calabrese.

Questa edizione, così come la prima, è stata davvero entusiasmante e ricca di spunti umani, culturali e professionali importanti che cercheremo di sviluppare nel corso dei prossimi mesi costruendo un percorso che ci porterà alla terza edizione del Festival dell’Ospitalità. Non sono mancati neanche tantissimi momenti di relazione come nella zona ristoro o nelle pause sigaretta con affaccio sullo Stretto di Messina e nell’interessante visita guidata per le vie del borgo di Chianalea. Anche questi momenti contribuiscono a rafforzare un’organizzazione e un team.

Infine, lasciateci crogioliare un po’ vedendo che il nostro lavoro viene apprezzato anche da chi (purtroppo per poco tempo) aveva iniziato a cambiare in meglio le cose per il turismo e il mondo della cultura del nostro paese.