gamification turismo italia 2017

Gamification e turismo: il punto della situazione, le aspettative per il futuro e le nuove tecnologie

Gioco e turismo: un binomio particolare, ricco di possibilità per chi ne usufruisce e per chi lo progetta.

Oggi più che mai nel nostro paese è diventato necessario rendere il turista consapevole delle realtà che lo circondano: parlo non solo delle grandi città e delle mete più visitate ma anche (e forse soprattutto) dei luoghi più affascinanti e misteriosi, dei territori più tradizionali. Si potrebbe dire che in un mondo di costante condivisione e socializzazione come il nostro la cosa migliore è proprio prendere il viaggiatore per mano, facendogli scoprire quali paesaggi e culture si nascondono fra una meta e l’altra.

Il mondo dei viaggi è cambiato molto negli ultimi tre anni e questo ce lo dicono sia le statistiche che le persone: tutti si stanno dando da fare per valorizzare il proprio territorio e sicuramente anche tu avrai sentito, ultimamente, qualche notizia riguardo le ultime innovazioni in tal senso.

É proprio in quest’ottica che sta prendendo piede la gamification e in fondo si può capire bene il perché: invogliare le persone ad imparare e a scoprire sempre nuove cose attraverso meccanismi di gaming è uno dei modi migliori per coinvolgere la gente, basti pensare che ad oggi, nel mondo, sempre più individui giocano e vengono coinvolti in attività di gioco e le grandi e piccole aziende ne fanno uso quotidianamente.

Il mio obbiettivo attraverso questo post è di fare il punto della situazione di questo 2017 da record per il turismo nazionale e internazionale: cosa sta succedendo in Italia e nel resto del mondo? Come si sta cercando di promuovere i territori attraverso processi di gamification e come si può migliorare?

Scopriamolo insieme.

Cos’è la gamification? Un po’ di storia

Se dovessi avere poca dimestichezza con questa tecnica di marketing e volessi sapere in cosa consista davvero, ecco la definizione di Gamification.it:

“Traendo vantaggio dall’interattività concessa dai mezzi moderni ed ovviamente dai principi alla base del concetto stesso di divertimento, la Gamification rappresenta uno strumento estremamente efficace in grado di veicolare messaggi di vario tipo, a seconda delle esigenze, e di indurre a comportamenti attivi da parte dell’utenza, permettendo di raggiungere specifici obiettivi, personali o d’impresa. Al centro di questo approccio va sempre collocato l’utente ed il suo coinvolgimento attivo.”

Ti faccio un esempio pratico: hai presente le raccolte punti dei supermercati? A chi non fa piacere acquistare un prodotto e sapere che, oltre al beneficio dato dall’acquisto stesso, potrà collezionare dei punti da accumulare per ottenere altri premi? Come vedi il concetto è molto semplice, perché la sua premessa fondamentale è che l’utente sia coinvolto e incentivato dall’iniziativa.

Sebbene il mio esempio sia molto basilare il concetto è proprio questo: si parla quindi di creare un sistema che metta in comunicazione la gente e prometta un obbiettivo finale conveniente per entrambe le parti, che può essere la vendita o l’utilizzo di un prodotto, la distribuzione di informazioni, l’iscrizione ad un sito web o un abbonamento e così via. Può essere messa in pratica da chiunque, è necessario armarsi di grande voglia di fare e motivazione, insieme a della genuina creatività.

Questo fenomeno affonda le sue radici ben prima del ventunesimo secolo. Uno dei primi esempi di gamification marketing della storia risale agli anni ’30 quando in America l’azienda di S&H Green Stamps distribuiva le sue stampe a numerose attività: queste venivano poi regalate ai clienti dei negozi che partecipavano all’iniziativa come premio per aver effettuato un acquisto, generando una vera e propria corsa alla collezione che non solo portava nuovi clienti alle attività ma in primis aveva aumentato la brand awareness di S&H Stamps, portando anche più clienti alla società.

Da quel momento questo metodo inizia ad essere apprezzato ed utilizzato: si continuerà a fidelizzare i clienti attraverso i programmi fedeltà (S&H Stamps continuerà la distribuzione di stampe fino agli anni ’70 e sarà ritenuto, ieri come oggi, uno dei maggiori successi in questo nuovo campo) per arrivare, intorno agli anni ’80, ad essere utilizzato da grandi compagnie come McDonald’s e American Airlines, che nel 1981 istituisce il programma che premia i viaggiatori in base alle miglia percorse.

É solo nel 2003 (ce lo raccontano Gabe Zichermann e Christopher Cunningham nel loro libro, Gamification by Design) che viene coniato il termine “gamification” da Nick Pelling, un programmatore di videogames britannico che già agli albori del nuovo millennio aveva intuito che piega stesse prendendo questo mercato.

storia gamification turismo

L’infografica che ti ho mostrato sopra si ferma al 2014, ma posso dirti che i numeri della gamification oggi sono in costante crescita: MarketsandMarkets ha rivelato che nel 2015 questo settore ha raggiunto un valore di mercato complessivo di 1,65 miliardi di dollari e per il 2020 ci si aspetta che la cifra raggiunga la cifra di circa 11 miliardi, questo per farti capire quanto questo modello di comunicazione e promozione possa essere considerato oggi un terreno fertile su cui investire, non solo denaro ma soprattutto entusiasmo e creatività.

Il gioco e il turismo oggi: perché fare gamification?

Prima di raccontarti alcune interessanti iniziative in questo ambito vediamo quali sono stati i fattori che hanno contribuito alla diffusione della gamification come forma di marketing nel mercato Travel&Tourism:

  • Nel 2016 il numero di arrivi internazionali nel corso dell’anno ha toccato 1,2 miliardi, aumentati ulteriormente nel 2017: è evidente che molte più persone hanno voglia di viaggiare
  • Al 2017 non solo l’Europa è la destinazione prediletta dai turisti, ma l’Italia si conferma fra le prime, come ci racconta marketing del Territorio: ben al quinto posto in classifica
  • Il valore del turismo in Italia è incrementato dai 36,4 miliardi di euro del 2016 a 76,3 miliardi soltanto nell’aprile 2017
  • Il tasso di crescita del numero dei consumatori (e quindi anche dei viaggiatori) che utilizzano oggi il cellulare è in vertiginoso aumento: il 76% della popolazione totale mondiale ne fa uso, ce lo racconta uno studio effettuato su 63 paesi di Consumer Barometer

É evidente: sia nel resto del mondo che in Italia il mercato del turismo negli ultimi tempi è decollato e le persone sono sempre più disposte a viaggiare, esplorare, scoprire.

In questo contesto di crescita del settore è interessante come ormai il mondo della promozione e dei videogame vadano quasi di pari-passo. Ce lo raccontò anche Fabio Viola, designer italiano ed esperto in materia, che durante il BTO 2016 spiegò nel suo panel come sfruttare i videogames per promuovere un territorio sia la strategia vincente. Da un lato perché le nuove generazioni ormai imparano attraverso i giochi per pc, smartphone e tablet, dall’altro perché un videogioco aggiunge quel pizzico di coinvolgimento in più.

Un risultato simile viene fuori anche da uno studio di Pulse Learning, che già nel 2015 (anno in cui il fenomeno ha realmente preso piede) aveva dimostrato in quali misure la gamification incoraggiasse l’engagement del fruitore di un bene/servizio.

Videogames, web e promozione del territorio

Cosa si è fatto, dunque, in questi ultimi anni?

Le iniziative non mancano. A livello internazionale uno dei casi più interessanti è stato quello di Nexto, l’applicazione per smartphone che trasforma normali audioguide in vere e proprie sfide in realtà aumentata che invogliano l’utente ad andare a cercare nuovi monumenti per collezionare badge, salire in classifica e sbloccare nuove e divertenti sfide. Offline e online, avrai la possibilità di ascoltare delle audioguide e contemporaneamente di ricostruire virtualmente antiche costruzioni, dare la caccia a famosi oggetti appartenuti a personaggi di altri tempi e vedere personaggi storici “sbucare” nel tuo schermo, il progetto è nato nell’ottobre 2017 e per ora è disponibile solo a Berlino, ma ci sono tutti i presupposti per essere reso disponibile anche in altre città europee ed extra-europee.

E quello di Nexto è solo uno dei tanti esempi che posso raccontarti, perché se una cosa è certa è proprio che la realtà aumentata sta diventando ormai la migliore amica di molte città europee. Andando a Varsavia ad esempio scoprirai che alcune panchine della città non solo suoneranno la musica di Chopin, ma attraverso un QR code ti permetteranno di scaricare, tramite l’app Chopin in Warsawle sue più celebri composizioni.

Accanto a questo tipo di app nascono poi quelle create specificamente per parchi a tema e musei. É soprattutto in questo ambito che l’Italia sta realmente fiorendo, le applicazioni collegate ai musei infatti sono presenti in diverse grandi città. Uno dei casi più famosi è quello dell’associazione culturale TuoMuseo che nata nel 2015 si occupa della ricerca di strategie di gamification per musei e siti culturali e ha da poco sviluppato, insieme al Museo Archeologico di Napoli Father and son, un videogame tutto dedicato alla città e al museo.

Altro grande esempio è stato proprio quello di Fabio Viola, che oltre ad essersi occupato di Father and son ha in questi giorni avviato una collaborazione con il Museo Marino Marini di Firenze per andare alla ricerca delle migliori proposte volte alla valorizzazione delle opere e della struttura stessa, attraverso nuovi progetti congiunti all’utilizzo di moderne tecnologie digitali.

Che dire poi, di tutti gli altri tipi di gamification legati al turismo? Non si parla solo di scoprire le città ma anche di raccontare il territorio: le nostre stesse esperienze ci hanno dimostrato che si può fare gamification nel mondo dei viaggi anche senza sviluppare applicazioni. Attraverso Gente in Viaggio abbiamo scoperto una grande community di viaggiatori in Italia che ogni giorno scrive e racconta le proprie esperienze partecipando ad un gioco che gli consente di non smettere mai di viaggiare.

Storytelling e condivisione quindi possono essere delle ottime basi per creare una campagna di gamification divertente e low cost. Se ci pensi molte piccole attività già mettono in atto questa pratica: ti è mai capitato di avere la possibilità, facendo una foto al prodotto di un bar o ristorante e condividendolo sui social, di ottenere un piccolo sconto?

Sia in Italia che all’estero ormai ci si sta muovendo sempre di più in questa direzione, confermando gli ultimi due-tre anni come di svolta per il turismo in termini di opportunità rese possibili dal digitale. Ciò che fa ben sperare è la volontà di “voler fare” che sembra arrivare sia dai privati che dagli enti, i quali sono sempre più inclini a finanziare o produrre applicazioni e strumenti di promozione turistica che, con l’aiuto di residenti e viaggiatori, non potranno che portare beneficio anche alle piccole e medie realtà turistiche dei nostri territori.