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07 apr La guida turistica: una passione che diventa lavoro

Autore
Roberta Carboni, storica dell’arte e guida turistica 1296 R.A.S.

La guida turistica è una professione affascinante e complessa che richiede impegno, sacrificio ed una buona dose di carisma. Essere una guida significa anzitutto amare il patrimonio culturale ed ambientale e battersi in prima linea per la sua salvaguardia, educando i visitatori al rispetto delle normative sulla tutela. Ma non solo. Occorre conoscere i luoghi nelle loro peculiarità e caratteristiche e diventare portatori di valori e simboli che quei luoghi rappresentano.

Amare la propria terra, il patrimonio culturale e il contatto con culture ed etnie differenti è il primo passo per approcciarsi a questo lavoro. La passione, infatti, è una leva importante nello sviluppo di competenze necessarie a svolgere al meglio questa professione. Ma ad essa vanno affiancati uno studio costante capace di nutrire competenze specifiche che spaziano dalla conoscenza del patrimonio storico-artistico, culturale, etnografico, etno-antropologico, geografico ed enogastronomico a competenze specifiche nella legislazione del turismo e sulla tutela dei beni culturali ed ambientali. A questo si uniscono competenze ed abilità di tipo psico-sociale, che entrano inevitabilmente in contatto con le capacità di leadership, problem solving e gestione delle dinamiche interpersonali.

Detto così sembra facile! Ma voler fare un lavoro ed essere capaci di farlo al meglio sono due cose molto diverse che non necessariamente coincidono. Si può essere dei profondi conoscitori del patrimonio culturale di un territorio, ma dei pessimi comunicatori.

Come si acquisisce, dunque, un’adeguata preparazione allo svolgimento della professione di guida turistica?

Senz’altro lo studio, l’esercizio, la propensione al contatto con gli altri sono elementi che vanno coltivati ed affinati costantemente. Un efficace esercizio della professione di guida turistica non può prescindere dall’avere una buona capacità descrittiva, frutto di un percorso formativo pregresso che integri il know how individuale. Occorre, però, modellare anche il proprio carattere per renderlo il più possibile adatto e flessibile alle esigenze dei turisti e alla complessità delle situazioni che possono influire sulla buona resa della performance.

Essere una guida significa mettere in gioco sé stessi, con i propri limiti, i propri pregi, la propria fisicità, la propria personalità. E rimettersi al giudizio degli altri. Sempre. Pur mantenendo la propria sicurezza e professionalità.

Negli ultimi anni il valore economico riconosciuto alle guide turistiche come “agenti del territorio” sta crescendo in maniera esponenziale. Ma non sono solamente il ruolo e l’importanza delle guide turistiche ad essere cambiati: stanno cambiando anche i turisti e le loro esigenze, sta cambiando il modo di rapportarsi al viaggio e il modo di vivere e cercare esperienze.

L’avvento del digitale ha ampliato gli orizzonti della conoscenza, permettendo a chiunque di entrare in contatto con informazioni e contenuti in grado di generare valore. E sono cambiate abitudini e comportamenti di consumo.

A questo si aggiunge un altro importante cambiamento legato al mercato del lavoro, sempre più orientato verso lo sviluppo di nuove forme di auto-impiego.

Oggi più che mai diventare guida turistica significa investire sul proprio lavoro e sulla propria crescita professionale, restare al passo con i tempi e, in molti casi, guidare i cambiamenti.

In conclusione, dunque, il lavoro di una guida turistica non può più limitarsi all’avere ottime capacità linguistiche e relazionali e conoscere il patrimonio storico-artistico: implica il rendersi riconoscibili nel mercato attraverso proposte di qualità, costruire e mantenere la propria credibilità e soprattutto attivare un sistema di reti e relazioni capaci di generare valore economico.

Ecco tre buoni motivi per intraprendere questa professione:

  • l’ufficio di una guida turistica è la bellezza della città e dei suoi monumenti
  • una guida è capace di trasmettere agli altri l’amore per la sua terra e la sua cultura
  • una guida è sempre in contatto con culture differenti

Ma come si diventa guida turistica?

Il percorso per diventare una guida turistica è regolato da una normativa complessa e frammentaria, le cui leggi variano da regione a regione pur inquadrandosi all’interno di un’organizzazione nazionale che è destinata a subire alcune modifiche.

La L. 29 Marzo 2001 n.135, nota come seconda Legge Quadro sul Turismo, ha visto una prima riorganizzazione omogenea del settore turistico, dedicando all’art.7 la riforma delle professioni turistiche. Inizialmente, sulla base di quanto stabiliva l’art. 7 comma 6, non solo l’abilitazione ma anche l’esercizio della professione di guida turistica erano unicamente regionali e/o provinciali. In altre parole, una guida turistica abilitata nella Regione Sicilia o nella Provincia di Roma non potevano “evadere” i confini territoriali imposti dalla normativa.

Successivamente la L. 6 Agosto 2013 n.97 ha esteso i confini dell’esercizio della professione di guida turistica – e quindi la validità dell’abilitazione – a tutto il territorio nazionale ed europeo. Ne consegue, dunque, che per diventare guida è necessario anzitutto acquisire un’abilitazione rilasciata dalla Regione e/o dalla Provincia nel rispetto della legislazione regionale. Ed ogni regione italiana ha la sua specifica normativa che regola le modalità con cui si diventa guida turistica. Queste modalità sono sostanzialmente di tre tipi:

  • Per esami
  • Per titoli
  • Per esami e per titoli

Recentemente, con Decreto Ministeriale del 7 Aprile 2015 il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Turismo ha individuato, per ogni regione, un elenco di siti di interesse specifico per i quali sarebbe stata richiesta alle guide già in possesso di apposita licenza un’ulteriore specifica abilitazione. Quest’abilitazione apposita sarebbe stata valida per ogni sito individuato all’interno del Decreto. Ad esempio, per la Provincia di Roma il Colosseo o la Domus Aurea era richiesta una conoscenza specifica che sarebbe stata quindi oggetto di una ulteriore abilitazione. Per la Provincia di Firenze la Galleria degli Uffizi, per la Provincia di Cagliari la Pinacoteca Nazionale ecc.

Si tratta di siti che, per le particolari caratteristiche e peculiarità, richiedono uno specifico ventaglio di conoscenze che corrispondono ad un grado di specializzazione sempre maggiore.

Infine, con Decreto Ministeriale dell’11 Dicembre 2015, il Ministero ha individuato le modalità attuative per il conseguimento di queste abilitazioni. Alcune regioni, tra cui la Sicilia e la Puglia, avevano cominciato a bandire gli esami per i siti specialistici ma, da pochi mesi, il TAR Lazio ha annullato i decreti ministeriali, riportando tutto alla L. 97/2013. Sul piano pratico, dunque, le aspiranti guide turistiche devono sottostare alla specifica disciplina normativa delle regioni per poi poter esercitare con un’abilitazione valida su tutto il territorio nazionale e comunitario.

Corso per diventare guida turistica in Sardegna

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