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02 feb Fare storytelling attraverso una semplice brochure? Si può, eccome!

Quante volte sentiamo parlare di Storytelling quando accostiamo i nostri business al digitale? Succede ancora più spesse nel mondo del turismo, lo storytelling ormai è il non plus ultra della promozione organica online, tassello principale di una strategia di inbound marketing che si rispetti.

Abusi del termine a parte, la tecnica di raccontare una storia con uno strumento di comunicazione è, chiaramente, un ottimo elemento di una strategia di comunicazione completa che non sia esclusivamente online ma che coinvolga pienamente anche il mondo analogico.

Nella nostra esperienza, ci siamo trovati di fronte all’opportunità di costruire delle piccole storie attraverso il più tradizionale degli strumenti di promozione cartacei: la brochure!

Costruire una brochure aziendale che comunichi una storia

L’occasione di cimentarci nello storytelling attraverso una brochure ci è stata data dai nostri partner storici dell’Agenzia Visto Facile per la quale abbiamo curato il re-branding e quindi, oltre al nuovo logo, abbiamo realizzato anche le nuove brochure aziendali (oltre che i biglietti da visita).

Il team è stato costituito da un copywriter e da un grafico; l’obiettivo era quello di realizzare ed impacchettare due differenti brochure rivolte a due tipologie di clienti molto differenti tra loro:

  1. Agenzie di viaggio, con un taglio più sbarazzino e divertente;
  2. Aziende, con un taglio più formale e “lavorativo”

Sin dal primo briefing abbiamo deciso che non potevamo fare la solita cosa del pieghevole istituzionale, ricco di testo e di informazioni che esistono già sul sito web dell’agenzia e che possono essere reperite facilmente in rete. Le brochure in questo caso devono avere un taglio accattivante per raccontare il beneficio concreto che gli stakeholder di Visto Facile possono avere rivolgendosi all’agenzia piuttosto che occuparsi da soli delle pratiche consolari.

Dal cinema alla carta stampata: mettere in piedi una storia in quattro facciate

Il procedimento che abbiamo adottato per mettere in piedi il nostro storytelling su una semplice brochure a 4 facciate è stato molto simile al processo necessario a costruire un progetto audiovisivo. Il copywriter, oltre a definire i testi e le call to action da distribuire sulla brochure si è occupato di costruire una tabella per cui i testi sono stati collegati all’immagine fotografica da utilizzare per ogni pagina del progetto, ma non solo. Ogni facciata rappresenta un’azione specifica del processo di realizzazione di un viaggio (se di business o di piacere poco importa in questo caso), dalla ricerca di informazioni al ritorno soddisfatto; il tutto in 4 step!

brochure grafica agenzie di viaggio

All’interno di ogni riga della suddetta tabella abbiamo inserito diverse colonne: una per la fase del processo da raccontare (es. richiesta di informazioni), la seconda per la fotografia da utilizzare, la terza con i testi e la loro posizione, la quarta con il concetto generale da veicolare attraverso quella singola pagina.

In poche parole, abbiamo scomposto tutto il prodotto comunicativo in singole “azioni”, andando il più possibile alla radice (come se fosse un’analisi “semiologica”) di ognuna di esse per definirne ogni dettaglio i linguaggi da utilizzare e come armonizzarli. In questo modo abbiamo generato una sorta di storyboard della brochure che ci ha permesso di avere un quadro completo e quindi di ottimizzarlo in ogni suo aspetto per raggiungere un risultato ottimale per i nostri scopi e quelli del nostro cliente, cosa che è poi realmente avvenuta con tanta soddisfazione da entrambe le parti.

Dunque, il consiglio pratico che ti possiamo dare per creare realizzare un prodotto di storytelling – anche piccolo e senza eccessive pretese come può essere una brochure pieghevole – è quello di pensare di raccontare una storia da Oscar e dunque lavorare ogni prodotto di comunicazione come se fosso un film!